LA SCUOLA DI DANZA “OGGI”. A cura di Anna Maria Cerullo

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di Anna Maria Cerullo *
La diffusione che oggi sta avendo la danza  impone in maniera vivissima il problema di un lavoro scolastico strettamente collegato ad esigenze di ordine pedagogico e didattico. L’attenzione e l’interesse alle varie forme di “Ballo “di un pubblico sempre più vasto hanno determinato di riflesso e per necessità il fiorire delle Scuole di Danza e di Ballo.
Nel particolare momento culturale che stiamo vivendo, così denso di problematiche umane per la carenza di “contenuti “, l’insegnamento coreutico di conseguenza viene ad avere un compito preciso anche se arduo. Deve riuscire a canalizzare in un unico processo educativo due esigenze fondamentali:
  • da una parte un rigoroso studio che escluda ogni dilettantismo, ponendo così le basi di una eventuale preparazione professionale dell’allievo;

 

  • dall’altra l’introduzione di un discorso più ampio di preparazione al gusto teatrale, per far conoscere all’allievo i valori della Danza, ma anche del Teatro così come di ogni altra forma d’arte.
In questo modo l’insegnamento coreutico non rimane avulso dalla realtà, ma viene a stimolare interessi più ampi e di maggiore utilità: non più la lezione fine a se stessa in una sala che poi rimane vuota, ma una attività che investa globalmente l’allievo, favorendone sia lo sviluppo psicofisico, in quanto la danza è volontà, disciplina, spirito di sacrificio, sia la crescita culturale e il processo di umanizzazione. Anche l’elemento meno dotato artisticamente può così trarre il suo profitto, perché lo studio effettuato è servito ad affinarlo  nel fisico, come pure a stimolarne il gusto estetico e la sensibilità.

La “lezione di ballo “dev’essere un momento per il recupero di sé, come liberazione di energie spesso soffocate da formule sociali, come superamento di inibizioni psicomotorie, riaffermando i valori della spontaneità e della partecipazione attiva.
Gli allievi delle scuole di oggi saranno i tecnici e il pubblico di domani, per cui dobbiamo porre ora le basi per dare vita ad una preparazione protesa a varie forme artistiche e culturali.

 

 

* Anna Maria Cerullo è stata grande e vincente protagonista nel promuovere gli iter parlamentari e di legge per la nascita dei Licei Coreutici e, in precedenza, per il riconoscimento del diploma rilasciato dall’Accademia Nazionale di Danza quale titolo di laurea a tutti gli effetti. Con il suo impegno per la Riforma dell’istruzione artistica è stata inoltre artefice del coinvolgimento di tutti i Conservatori di Musica con le Accademie di Belle Arti e di Arte Drammatica: un lavoro che ha portato al varo della Legge 508/99, per restituire agli artisti la dignità e il decoro che competeva loro.
Attualmente fa parte del gruppo di promotori eccellenti CID e, al nascere della Confederazione Italiana della Danza, pur ricordando che la danza è un’arte – quindi ne è libera la pratica e anche l’insegnamento – la sua sintesi è stata: “Per elevare la qualità dell’insegnamento nelle scuole private di danza, al termine dei corsi di studio, se ci sono i requisiti, è prioritario prevedere il rilascio di diplomi che abbiano una validità riconosciuta, equipollente”. Si tratta realmente di un aspetto fondamentale e di garanzia per l’utente consumatore e per i centri di formazione e le scuole private che, se rivolte e adeguatamente titolate, anche per l’avviamento professionale, potranno ottenere la certificazione dei propri corsi insieme ai riconoscimenti e alle agevolazioni previste per chi eroga servizi di pubblico interesse e utilità sociale.

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