Continuano i lavori del Tavolo Permanente per la Danza

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La prima riunione convocata dal Ministero per la Cultura si è svolta giovedì 12 maggio 2022. Successivamente il tavolo si è incontrato il 6 e 7 giugno con due sessioni e commissioni separate, sui temi della “produzione” (riunione online, anche sui criteri relativi all’assegnazione dei finanziamenti pubblici) e della “formazione” (incontro in presenza, per iniziare a discutere sul riconoscimento dei titoli professionali agli insegnanti di danza).

Nel suo intervento del 12 maggio Renato Greco ha sottolineato come la danza italiana abbia necessità di regole e riconoscimenti, con particolare attenzione a insegnanti, scuole di danza, compagnie e teatri privati.

Convocato quale presidente dell’associazione EDU (European Dance Union), il maestro ha inoltre comunicato la nascita della Confederdanza, un’alleanza che riunisce un gran numero di importanti personalità e consociazioni nazionali, ma soprattutto delle migliaia di scuole e di insegnanti che fanno capo agli enti che aderiscono alla Confederazione Italiana della Danza (CID).

Tra i componenti del Tavolo Permanente della Danza anche l’etoile Roberto Bolle

Nel documento inviato agli atti del Tavolo Permanente della Danza – i cui componenti sono stati nominati con decreto del ministro Dario Franceschini – viene ribadita, a firma del presidente Greco, l’insostenibile precarietà della più diffusa realtà, quella dei piccoli centri danza presenti in tutto il Paese, che coinvolgono direttamente una platea molto più vasta di addetti, di appassionati di tutti i ceti sociali e di indotto.

Di seguito uno stralcio del testo.

In realtà il nostro è un mondo molto articolato, che per questo ha soprattutto bisogno di essere conosciuto e di essere compreso nella sua complessità. Ne ha bisogno la Danza e ne hanno bisogno i Decisori Politici, perché i numeri di cui spesso si parla non sono affatto certificati e di base. Per comprenderne a fondo la portata socioeconomica servirebbe in via preliminare quel CENSIMENTO NAZIONALE che EDU, insieme a Confederdanza, ha già proposto nei suoi incontri alla Camera e al Senato. È assolutamente necessaria una seria indagine statistica, che censisca e dimostri l’entità di tutto il movimento sul territorio, identificandone le particolari peculiarità, i soggetti coinvolti con rispettivi ruoli, altrimenti si rischia di discutere senza avere una completa cognizione di causa.

Il mio obiettivo, condiviso da tutte le organizzazioni aderenti alla Confederdanza, è di stimolare l’approfondimento su questi temi, di essere d’aiuto e al fianco degli Organi Governativi per rivalutare e riconfigurare questo comparto artistico e culturale, amatoriale e professionale, nella sua interezza e non più in modo disarticolato, settoriale e non equilibrato. In particolare per tutti gli aspetti legati al lavoro, al trattamento fiscale delle attività e alla formazione professionale.

Renato Greco
Renato Greco

Personalmente sono qui per dare ogni possibile contributo, consiglio o semplice suggerimento affinché tutti i settori della Danza possano avere i giusti riconoscimenti, soprattutto per chi lavora professionalmente (grazie a competenze maturate con sacrificio), per tutte quelle scuole di danza, teatri e compagnie private che non possono continuare ad essere ingiustamente trascurate, perché rappresentano la porzione più consistente del comparto Danza. Quella che fa capo a decine di migliaia di scuole di danza private, maestri, associazioni e compagnie che raramente hanno modo di garantire la sopravvivenza delle proprie attività e un reddito per ballerini-e, insegnanti, coreografi e altri operatori che vi si dedicano quotidianamente in modo professionale.

Ciò accade nonostante sia proprio questo gran numero di addetti a portare avanti la più considerevole e diffusa mole di attività creativa e operativa: non solo in termini di massa, quantitativi, ma anche di qualità, permettendo la crescita di tanti talenti, l’impiego di figure specialistiche (che altrimenti non possono trovare spazio nel chiuso e ristretto mondo della danza istituzionale e d’élite) e la produzione di un enorme flusso culturale e aggregativo. L’universo della danza comprende appunto tante realtà, anche molto diverse tra loro – per origine, evoluzione e singolarità – tutte però riconducibili ad un mondo che riesce a mettere positivamente insieme arte, spettacolo, innovazione e sviluppo culturale, pratica motoria, salute e aggregazione sociale di massa.

Ritengo importante ribadire che se lo Sport gode di particolari attenzioni e agevolazioni, anche la Danza deve poterle ottenere. Senza però doversi assoggettare e/o conformare obbligatoriamente al mondo dello Sport. Per meglio chiarire: la Danza può essere anche sportiva, per chi sceglie questo particolare modo di praticarla, ma in generale non può essere imbrigliata e regolamentata con gli stessi parametri. La Danza e tutte le sue figure necessitano di tutela e, finalmente, di norme indipendenti e appropriate che ne facilitino la pratica e lo sviluppo, che evitino posizioni di dominanza e facili speculazioni basate sulla non conoscenza della materia.

Tra le varie difficoltà e richieste di intervento, già espresse da diverse voci, vorrei che l’attenzione venisse posta soprattutto sul bisogno di un profondo cambiamento nell’approccio. Ritengo, cioè, che lo Stato debba fare la sua parte con una prossima RIFORMA QUADRO, innovativa e risolutiva, affinché tutto il mondo tersicoreo possa finalmente ottenere un suo complessivo riconoscimento e il giusto ordinamento, dalle istituzioni più storiche e blasonate alle libere iniziative spontanee, individuali e collettive, che riescono a coprire l’immenso fabbisogno di benessere culturale e sociale in tutto il territorio nazionale, in ogni fascia di età e di popolazione, anche laddove esistono condizioni di disagio.

In definitiva, anche per il generale interesse pubblico, servono analisi sui dati oggettivi e una legislazione organica e strutturale, mirata anche alle opportunità per i giovani, alla definizione professionale della figura dell’insegnante di danza con relativo inquadramento lavorativo e riconoscimento giuridico, alla parificazione e possibilità di certificazione delle professionalità con i percorsi dell’istruzione pubblica e della formazione professionale riconosciuta, alla certificazione dei titoli professionali e di merito, all’eliminazione delle disparità di trattamento e considerazione tra i diversi settori e in condizioni di uguaglianza e pari opportunità per le iniziative private che rispondono a criteri di qualità e di servizio sociale.

L’auspicio è che grazie al Tavolo Permanente per la Danza si possano comprendere, sostenere e valorizzare aspetti quali promozione, divulgazione, produzione, trasferimento culturale, formazione e avviamento professionale, per favorire indistintamente tutti i soggetti, siano essi pubblici, associativi o privati, che assicurino attività di interesse sociale. Importante sarà anche non disattendere la possibilità di poter collaborare alla stesura definitiva dei Decreti Attuativi della 175/2017 per la parte riguardante la Danza.

Così come sarà necessaria una rivisitazione del Regolamento di cui al Decreto Ministeriale 27/07/2017 (finanziamenti FUS), in quanto nella sua applicazione risultano penalizzate le libere attività della danza italiana, pure di qualità, a favore di pochi e ben identificati soggetti. Ritengo infatti URGENTE considerare interventi a reale sostegno per la diffusione delle attività culturali della danza, senza il condizionamento di criteri e paletti non perfettamente trasparenti e non aderenti a logiche di reale supporto, con stanziamenti insufficienti, discontinui e distribuiti in maniera non equilibrata.

Per quanto riguarda i Progetti Speciali – che servono anche ad incrementare e promuovere la produzione e la divulgazione – c’è da notare come per la danza sia stata inoltre povera, precaria e non proprio bilanciata la distribuzione nell’ultimo triennio:

  • 2020: 1 solo progetto presentato e beneficiario di un importo pari a 215 mila euro
  • 2021: 4 soggetti finanziati (su 32 istanze), sul totale di 300mila euro ben 160mila allo stesso soggetto del 2020
  • 2022: 9 soggetti approvati (28 domande), per un totale di 250mila euro disponibili (di 60mila ad un singolo progetto).”

 



(7 maggio 2022)
Tra le nuove nomine anche i rappresentanti di ARSitalia e EDU-Italia, come richiesto da ConfederDanza CID nell’incontro del 2 marzo con la presidenza della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati

Con il decreto ministeriale n° 111 del 18 marzo 2022 il ministro Dario Franceschini ha accolto le richieste di allargamento del Tavolo Permanente per la Danza, nominato – quale organo consultivo della Direzione generale Spettacolo del MiC sulla scia delle dichiarazioni dell’étoile Roberto Bolle circa le difficoltà che attraversa il settore, decisamente in grave crisi a seguito del periodo pandemico.

In realtà l’ampia compagine designata a gennaio “con il compito di approfondire le tematiche e le problematiche della danza in Italia e per formulare proposte in materia” rifletteva una visione d’élite, incentrata soprattutto su istituzioni pubbliche e fondazioni lirico-sinfoniche. Da qui le varie istanze e petizioni provenienti da varie associazioni in rappresentanza del mondo degli insegnanti e delle scuole di danza private, tra cui le richieste della Confederazione Italiana della Danza (CID) in accordo con il comitato ARSitalia (presieduto da Mimmo Del Prete) e la sezione italiana dell’European Dance Union (presidente Renato Greco).

LE PRIME NOMINE. Dell’organismo, presieduto da Roberto Giovanardi, fanno parte: il Direttore generale Spettacolo; il Presidente dell’Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche (ANFOLS); il Presidente dell’Accademia Nazionale di danza; un rappresentante dell’Accademia di danza del Teatro alla Scala di Milano; un rappresentante dell’Accademia di danza dell’Opera di Roma; un rappresentante dell’Accademia di danza del Teatro San Carlo di Napoli; il Presidente dell’Associazione italiana danza attività di formazione (AIDAF); il Presidente dell’Associazione italiana danza attività di produzione (AIDAP); il Presidente dell’Associazione Danza Esercizio e Promozione (ADEP); il Presidente Associazione Italiana Teatri di Tradizione (ATIT); il Presidente di ItaliaFestival; il coordinatore del “Tavolo Danza” di C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea; il direttore del ballo del Balletto del Teatro alla Scala di Milano; il direttore del ballo del Balletto dell’Opera di Roma; il direttore del ballo del Balletto del Teatro San Carlo di Napoli; il direttore del ballo del Balletto del Teatro Massimo di Palermo; il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova; un rappresentante di NID-New Italian Dance Platform; un rappresentante del Liceo Coreutico Statale di Torino; il Presidente della Federazione nazionale danza sportiva; Amedeo Amodio; Mauro Bigonzetti; Roberto Bolle; Vittoria Cappelli; Liliana Cosi; Donatella Ferrante.

INTEGRAZIONE. Il Tavolo permanente per la danza, costituito con il decreto ministeriale 19 gennaio 2022, è stato ora allargato, con l’integrazione dei seguenti componenti:

– un rappresentante dell’Accademia Nazionale della Danza e dello Spettacolo ASI;
– un rappresentante di AID&A – Associazione Insegnanti Danza & Espressioni Artistiche;
– un rappresentante di AssoDanzaItalia;
– un rappresentante di ARSitalia – Associazione di Rappresentanza Scuole private di danza e
formazione artistica per lo spettacolo;
– un rappresentante di Co.N.D.A.S – Comitato Nazionale Danza Arte Spettacolo;
– un rappresentante di Danza Error System;
– un rappresentante di European Dance Union – Italia Associazione;
– un rappresentante del Movimento Spettacolo dal Vivo.

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26 marzo 2022 (ult. agg.to: 7 maggio 2022)

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